È triste constatare che, tra i golfisti senior, a volte ci si sente come nella «Sinfonia d’addio» di Joseph Haydn, in cui i musicisti, alla fine, lasciano il palco uno dopo l’altro. Uno di questi compagni di gioco di lunga data e molto amati, di cui sentiamo dolorosamente la mancanza, era Hermann Pohl, che ci ha lasciati il 22 maggio 2025 dopo una lunga e grave malattia. È alla sua vedova Jerrol che dobbiamo il torneo commemorativo a cui siamo stati invitati il 10 giugno.
Hermann padroneggiava la raffinata arte della convivenza in ambito professionale, privato e sportivo. Era quindi logico che il torneo in sua memoria fosse organizzato come evento a squadre: ci si iscriveva in coppie e ad ogni buca veniva conteggiato il miglior risultato dei due golfisti. Purtroppo, il classico torneo four ball, best ball ha dovuto essere interrotto prematuramente a causa di un allarme temporale, per cui alla fine sono state conteggiate solo le prime nove buche.
Alle 18:00 Dao Nguyen-Quang ha dato il benvenuto ai 40 partecipanti e, a nome di tutti i presenti, ha ringraziato Jerrol Pohl e il co-sponsor Michael Franz per aver reso possibile questo Memorial. Dao ha consegnato a Jerrol un mazzo di fiori e ha poi annunciato i risultati del torneo abbreviato: La vittoria lorda è andata a Leonardo Manta e Franco Bruno con 21 punti sulle prime nove buche. Nella classifica netta hanno trionfato Mario Molo e Gianfranco Lui con 25 punti, davanti a Helios Capodaglio e Giancarlo Grino con 23 e a Tiziano Vannini e Bruno Iten con 21 punti netti. A pari merito al quarto posto si sono classificati Martin Huber e Ruedi Jaisli.
Dopo l’antipasto, Jerrol Pohl ha preso la parola. Con un affascinante accento americano ha raccontato di aver inizialmente temuto che il torneo sarebbe letteralmente andato a monte. Era quindi ancora più felice che i senior avessero partecipato in così gran numero e con tanto impegno, fino a quando la sirena non ha costretto a interrompere il gioco. Con un occhiolino ha osservato quanto fosse bello vedere così tanti uomini di bell’aspetto riuniti: «Era da tanto che non mi capitava – mi fa bene!» Jerrol ha ringraziato per i tanti anni meravigliosi che Hermann ha potuto trascorrere in questa cerchia. «Gli avete regalato tanta amicizia e tante ore felici in una comunità meravigliosa.» Con grande malizia, Jerrol ha inoltre rivelato che lei e Hermann si erano conosciuti un tempo durante un blind date. «Non è stato amore a prima vista, ma ha avuto molto successo: siamo stati sposati per 57 anni!» Dal 2004 erano membri del GCPA. Ed è proprio qui al club che Hermann, durante una cerimonia di premiazione, ha incontrato di nuovo, con grande sorpresa, un amico d’infanzia: Rüdiger von Künsberg.
Rüdiger ha poi raccontato che lui e Hermann erano cresciuti insieme ad Hannover e avevano frequentato la stessa scuola. «Hermann studiava poco, ma era sempre il migliore», ha ricordato sorridendo. In seguito avevano giocato a tennis insieme, ma poi si erano persi di vista.
«Già da studente Hermann nutriva una grande passione delle automobili, che lo ha accompagnato per tutta la vita. Conosceva incredibilmente bene soprattutto le Ferrari. Una volta, mentre giocavamo a golf qui ad Ascona e stavo per tirare, improvvisamente si sentì un forte rombo di motore: Huu!! Huu!! Huu!! Ho pensato di avere un infarto! – Era il cellulare di Hermann: aveva impostato come suoneria il rombo di una Ferrari.» Alzando lo sguardo, Rüdiger ha concluso il suo ricordo: «Hermann, sicuramente ci stai ascoltando lassù e sarai felice di vederci oggi qui riuniti in allegria.»
E in effetti l’atmosfera quella sera al Buca19 era allegra e allo stesso tempo improntata a un ricordo affettuoso. Molti dei presenti avevano conosciuto Hermann per anni. Come ha sottolineato Pietro Herrschmann in un breve ricordo, si ricorderà in particolare che Hermann, nonostante i suoi crescenti problemi di salute, non si è mai lamentato: «Hermann era un esempio per come si può gestire una condizione così difficile. Non lo dimenticheremo.»
Non vogliamo dimenticare nemmeno le parole che Jerrol Pohl ha rivolto ai presenti su un biglietto commemorativo con la foto del marito defunto, da portare a casa: «Si vede il sole tramontare lentamente e poi ci si spaventa quando improvvisamente è buio.»
[versione originale: tedesco]
Memorial Hermann Pohl, 10. Juni 2026
Als betrübter Beobachter fühlt man sich unter Golfsenioren bisweilen wie in Joseph Haydns «Abschiedssinfonie», in der die Musiker am Ende einer nach dem anderen die Bühne verlassen. Einer dieser langjährigen und überaus beliebten Mitspieler, den wir schmerzlich vermissen, war Hermann Pohl, der am 22. Mai 2025 nach langer schwerer Krankheit von uns gegangen ist. Seiner Witwe Jerrol verdanken wir das Memorial-Turnier, zu dem wir am 10. Juni eingeladen waren.
Hermann beherrschte die feine Kunst des Miteinanders im beruflichen, privaten und sportlichen Umfeld. Es war daher nur folgerichtig, dass das Turnier zu seinem Gedenken als Team-Event ausgeschrieben wurde: man meldete sich als Zweierteam an, und gewertet wurde an jedem Loch jeweils das bessere Resultat der beiden Spieler. Leider musste das klassische Four Ball, Best Ball-Turnier aufgrund einer Gewitterwarnung vorzeitig abgebrochen werden, sodass letztlich nur die ersten neun Löcher in die Wertung einflossen.
Um 18 Uhr begrüsste Dao Nguyen-Quang die 40 Teilnehmer und bedankte sich im Namen aller Anwesenden bei Jerrol Pohl sowie ihrem Co-Sponsor Michael Franz dafür, dass sie dieses Memorial ermöglicht haben. Dao überreichte Jerrol einen Blumenstrauss und verkündete anschliessend die Resultate des verkürzten Turniers: Den Bruttosieg sicherten sich Leonardo Manta und Franco Bruno mit 21 Punkten auf den Front Nine. In der Nettowertung triumphierten Mario Molo und Gianfranco Lui mit 25 Punkten vor Helios Capodaglio und Giancarlo Grino mit 23 sowie Tiziano Vannini und Bruno Iten mit 21 Nettopunkten. Punktgleich auf Rang vier folgten Martin Huber und Ruedi Jaisli.
Nach der Vorspeise ergriff Jerrol Pohl das Wort. Mit charmant amerikanischem Akzent erzählte sie, sie habe zunächst befürchtet, das Turnier würde buchstäblich ins Wasser fallen. Umso mehr freue sie sich, dass die Senioren so zahlreich und engagiert mitgespielt hätten, bis die Sirene den Abbruch erzwang. Mit einem Augenzwinkern bemerkte sie, wie schön es sei, so viele gut aussehende Männer versammelt zu sehen: «Das habe ich lange nicht mehr gehabt – das tut gut!» Jerrol bedankte sich für die vielen schönen Jahre, die Hermann in diesem Kreis habe verbringen dürfen: «Ihr habt ihm viel Freundschaft und viele glückliche Stunden in einer wunderbaren Gemeinschaft geschenkt.» Mit viel Schalk verriet Jerrol sodann, dass sie und Hermann sich einst bei einem blind date kennengelernt hätten. «Liebe auf den ersten Blick war es nicht, aber sehr erfolgreich: Wir waren 57 Jahre verheiratet!» Seit 2004 seien sie Mitglieder des GCPA gewesen. Und hier im Club habe Hermann bei einer Preisverleihung völlig überraschend einen Jugendfreund wiedergetroffen: Rüdiger von Künsberg.
Rüdiger berichtete anschliessend, dass er und Hermann gemeinsam in Hannover aufgewachsen seien und dieselbe Schule besucht hätten. «Hermann hat wenig gelernt, war aber immer der Beste», erinnerte er sich schmunzelnd. Später hätten sie zusammen Tennis gespielt, sich dann aber aus den Augen verloren. «Hermann hatte schon als Schüler eine grosse Leidenschaft für Autos, die ihn sein Leben lang begleitete. Besonders mit Ferraris kannte er sich unglaublich gut aus. Als wir hier in Ascona einmal zusammen Golf spielten und ich gerade abschlagen wollte, ertönte plötzlich ein lautes Motorengeräusch: HUU! HUU!! HUU!!! Ich dachte, ich bekomme einen Herzinfarkt! – Es war Hermanns Handy: er hatte den Sound eines Ferrari als Klingelton gespeichert.» Mit einem Blick nach oben schloss Rüdiger: «Hermann, du hörst uns da oben sicher zu und wirst froh sein, dass wir heute fröhlich zusammensitzen.»
Und tatsächlich war die Stimmung an diesem Abend im Buca19 heiter und von herzlicher Erinnerung geprägt. Viele der Anwesenden hatten Hermann über Jahre hinweg gekannt. Wie Pietro Herrschmann in einer kurzen Reminiszenz hervorhob, wird man sich besonders daran erinnern, dass Hermann trotz seiner zunehmenden gesundheitlichen Beschwerden niemals geklagt hat: «Hermann war ein Vorbild, wie man so etwas verkraften kann. Wir werden ihn nicht vergessen.»
Nicht vergessen werden wir auch die Worte, die Jerrol Pohl den Anwesenden auf einer Erinnerungskarte mit dem Foto ihres verstorbenen Mannes mit auf den Heimweg gab: «Man sieht die Sonne langsam untergehen und erschrickt dann doch, wenn es plötzlich dunkel ist.»
11.6.26/pb
[Originalversion: Deutsch]













